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ANOTHER BRICK IN THE WALL TESTO ORIGINALE ITALIANO di Lia Leonardi COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl PUBBLICATO SU: English4Life n. 2 pag. 7 In questa rubrica lasciamo spazio a chi ha da raccontarci delle esperienze significative per quanto riguarda il “suo” inglese. Lia Leonardi, che opera da anni nel settore editoriale come freelance, ci narra del suo magico incontro con la lingua inglese. |
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A 10-11 anni è difficile credere che una bambina possa nutrire vere passioni (da adulti sottostimiamo le potenzialità emotive dei bambini). Io ne avevo una: le parole, le storie, la lettura. Leggevo e fantasticavo fino a consumarmi gli occhi, seguendo gli autori nei loro percorsi immaginari aggiungendo spesso del mio alle loro fantasie fino ad annotare i libri con possibili diversi sviluppi delle vicende da loro raccontate. Naturalmente, per quanto riguarda gli autori stranieri, leggevo la loro traduzione, quindi un’interpretazione fornita da qualcuno che costruiva un ponte fra i mondi degli autori e la mia mente. “I like milk”, “Mi piace il latte”. La mia prima, stupenda, insegnante d’inglese disegnò una serie di fumetti sulla lavagna per spiegarci alle medie questa strana costruzione e fu come se di colpo quel ponte costruito dai traduttori mostrasse tutta la sua fragilità e inconsistenza. Naturalmente allora non formulai il pensiero in questo modo, però ricordo che pensai chiaramente – ma allora esiste un altro modo di esprimere le cose, loro (gli inglesi) pensano diversamente da noi! E cominciai a trasferire questa consapevolezza a tutto quello che proveniva dal mondo anglosassone, come le canzoni e il cinema. Crescendo, mi resi conto che questa differenza attraversava tutto un modo d’essere e di comportarsi. Questa lingua che stavo scoprendo di giorno in giorno era in realtà il codice d’accesso a un modo diverso di affrontare la vita e a un certo punto realizzai che quest’altra prospettiva – più sincera e diretta e allo stesso tempo più gentile, seppure più formale – trovava una rispondenza nella mia personalità. Cominciai a leggere gli autori di lingua inglese solo in inglese. Poco importava che ci fossere un sacco di parole che non capivo perché quelle che capivo mi mettevano in contatto con l’autore in modo più diretto. Inoltre scoprii che era molto facile arricchire il vocabolario in questo modo, piuttosto che imparare a memoria fredde e distanti liste di parole. Una storia che si svolge in un panificio ripeteva per forza alcuni vocaboli molte volte in contesti diversi e, alla fine, li ritrovavo spontaneamente archiviati nella mia mente in seguito alla lettura di un romanzo che mi aveva dato piacere.
Avevo imboccato il sentiero
giusto. Da allora, musica, radio, cinema, televisione, videocassette,
audiolibri e da ultimo DVD e Internet sono una vera e propria miniera a mia
disposizione. Ogni
giorno è possibile imparare qualcosa di nuovo. Ogni giorno il ponte fra me e
la mia passione si arricchisce di un nuovo mattone. Per me, “another brick
in the wall” ha un significato diverso, molto diverso dal verso della
celebre canzone dei Pink Floyd.
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