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TESTO ORIGINALE ITALIANO di Federica Pellegrino COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl PUBBLICATO SU: English4Life n. 4 pag. 18-19 L'esperienza di Plain English Campaign: vent'anni di attività per migliorare lo stile di scrittura dei documenti pubblici comunicando in modo più semplice ed efficace. |
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“Human relationships depend on communication. Bad writing is a barrier to communication. When a large organisation such as the Government tries to communicate with the man and the woman in the street the scope for misunderstanding is enormous. Too often clarity and simplicity are overwhelmed by pompous words, long sentences and endless paragraphs”. TRADUZIONE: "Le relazioni umane dipendono dalla comunicazione. Una cattiva scrittura è una barriera per la comunicazione. Quando una grande organizzazione come il Governo cerca di comunicare con l'uomo e la donna della strada la possibilità di incomprensione è enorme. Troppo spesso chiarezza e semplicità sono sopraffatte da parole pompose, frasi lunghe e paragrafi interminabili." Con queste parole l'ex Primo Ministro inglese Margaret Thatcher punta il dito accusatore sulla comunicazione pubblica e istituzionale, denunciando l'esasperazione ormai diffusa per il linguaggio dello Stato. Basta con l'oscurità e l'ambiguità di sapienti costruzioni di parole che dicono e non dicono. Il burocratese - o politichese - è come un virus: ha contaminato la comunicazione pubblica e messo in crisi il rapporto fra le istituzioni e i cittadini, alimentando in quest'ultimi un sentimento di disaffezione verso lo Stato. Sì, perché alla fin fine, di uno Stato che non si sa che cosa vuole, di uno Stato che non si sa che cosa dice, ci si disinteressa. Ma qualcuno in Inghilterra ha trovato una cura, e questa cura si chiama Plain English Campaign.
Diradare la nebbia delle oscurità linguistiche “Plain English Campaign” è un gruppo di pressione indipendente che si batte perché le informazioni pubbliche siano scritte in un inglese leggibile (vedi il loro sito www.plainenglish.co.uk ). “Plain English” sta infatti per “inglese chiaro e semplice”, comprensibile ad una prima lettura, e si contrappone nettamente a “gobbledygook” [g'oblidig'uk], cioè al “burocratese, politichese”, nella cui giungla di termini oscuri e di espressioni contorte è così facile perdersi. In concreto, l'aspirazione di questo gruppo è far sì che leggi e regolamenti, contratti, manifesti, bandi di concorso e moduli, cioè tutti quei documenti che regolano e vincolano i comportamenti della gente, siano scritti con il linguaggio della gente, il “plain English” appunto. L'attività più che ventennale di “Plain English Campaign” ha avuto particolare successo nel settore commerciale, ottenendo che i termini dei contratti siano scritti, per legge, in un linguaggio chiaro e intelligibile. In caso contrario, se dovessero sorgere controversie tra le parti per l'uso di termini ambigui suscettibili di diverse interpretazioni, i tribunali saranno tenuti all'interpretazione più favorevole per il consumatore. Il progetto più ambizioso riguarda comunque il sistema legislativo e si pone come una vera e propria svolta culturale. Poiché la maggior parte delle complicate espressioni del burocratese deriva dalle fantasiose creazioni di chi scrive le leggi, l'obiettivo è la loro riformulazione in “plain English”. La crociata contro il burocratese in Inghilterra iniziò ufficialmente nel 1979, quando Chrissie Mahler, fondatrice e direttrice di “Plain English Campaign”, stracciò platealmente dei moduli governativi in Parliament Square a Londra. Erano i moduli di richiesta di alloggio popolare che due anziane signore non erano riuscite a compilare, non avendone compreso i termini, ed erano in seguito morte per indigenza. La storia di Chrissie Mahler è un esempio di quanto lontano possano arrivare le idee quando sono sostenute dalla tenacia e dalla fiducia nella loro forza argomentativa. Cresciuta nella periferia di Liverpool, semi-analfabeta fino alla prima adolescenza ma profondamente coinvolta dai bisogni della sua comunità, fondò il primo giornale inglese scritto da gente locale, nel linguaggio di tutti i giorni. Per la sua attenzione verso i problemi comunicativi che insorgono tra i cittadini e lo Stato, divenne membro dell'Ente Nazionale per la tutela dei Consumatori. La sua campagna per la diffusione di un inglese più chiaro e leggibile fu insistente ed estremamente capillare tanto in Inghilterra quanto negli Stati Uniti e in Sud Africa, portandole importanti riconoscimenti accademici ed istituzionali. “Plain English Campaign” ha pubblicato nel corso degli anni numerosi libri e riviste e organizzato altrettanti corsi di formazione in “plain English”, destinati a dipendenti di società commerciali, avvocati, dipendenti pubblici. Ha istituito, inoltre, il “Crystal Mark”, una sorta di certificazione di qualità, riconosciuta a livello internazionale, che garantisce la leggibilità dei documenti. Contribuisce ad incentivare la cultura della chiarezza, infine, il “Plain English Campaign Award”, un premio annuale conferito ad istituzioni, enti o società che si sono particolarmente distinte per aver adottato uno stile di scrittura più semplice e diretto.
A scuola di chiarezza Sembrerebbe un paradosso dover imparare a scrivere nel linguaggio di tutti i giorni. In fondo, cosa ci vuole? Eppure non è così. Come recita bene un detto che circola in ambienti giornalistici, "è facile scrivere difficile, è difficile il contrario". Alcuni ritengono che uno stile di scrittura complicato sia un segno di forza intellettuale. In realtà, i comunicatori più abili ed efficaci sono appassionati sostenitori della semplicità nella scrittura. Inoltre, dietro ad una scrittura chiara c'è sempre un pensiero lucido. Per sostenere la diffusione di un linguaggio semplice e diretto, “Plain English Campaign” ha messo a disposizione un'articolata serie di strumenti linguistici, scaricabili dal sito internet www.plainenglish.co.uk , frutto di un lavoro pluriennale di analisi e riscrittura di testi burocratici. Ci sono dizionari specializzati che raccolgono e spiegano termini ed espressioni caratteristiche degli ambienti legislativi e giudiziari, del settore finanziario e di quello sanitario. Ci sono guide che forniscono indicazioni su come scrivere lettere e relazioni, dare informazioni mediche, impostare graficamente i testi, creare siti web. C'è, infine, una raccolta di espressioni pompose e altisonanti caratteristiche del linguaggio burocratico e, per ognuna di esse, numerose alternative in “plain English”. Questi strumenti mostrano che scrivere in “plain English” è una questione che investe tutte le fasi della creazione di un testo e va quindi ben oltre le scelte lessicali. Non basta, cioè, sostituire acriticamente le espressioni difficili con quelle più facili, ma occorre calibrare le proprie scelte in funzione del contesto in cui avviene la comunicazione e dei suoi destinatari. Mettersi nei panni di chi legge è infatti la prima regola della comunicazione.
Un risparmio di milioni di sterline La chiarezza linguistica nel rapporto tra i cittadini e lo Stato non è un lusso da poco ma un traguardo importante del processo democratico. La sua applicazione all'intero sistema legislativo, inoltre, riducendo drasticamente la possibilità di cattive interpretazioni della legge, permette alle questioni legali di risolversi in tempi più brevi. Ma semplificare il linguaggio burocratico ha anche dei vantaggi economici. Un documento scritto in “plain English” si legge meglio e in minor tempo rispetto a un documento scritto nel tradizionale stile burocratico.
Combinando il totale del tempo potenzialmente risparmiato con il guadagno
medio di lettori medi, si stima che “plain English” abbia fatto risparmiare
al governo britannico circa 500 milioni di sterline negli ultimi 22 anni.
Non è cosa da poco.
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PER SCRIVERE IN PLAIN ENGLISH DEVI
FARE COSì
- Mettere il lettore al primo posto. Non sopravvalutare
le sue conoscenze, i suoi interessi e la sua pazienza. UN ESEMPIO DI TRADUZIONE DA
BUROCRATESE A PLAIN ENGLISH |
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MINIDIZIONARIO GOBBLEDYGOOK-PLAIN
ENGLISH Elenchiamo alcune delle alternative che il sito plain English raccomanda. La parola "gobbledygook" (burocratese) di sinistra va sostituita con quella in plain English di destra. Notiamo di sfuggita che in fondo la lingua italiana è ancora tutta sbilanciata dalla parte del gobbledygook (anche se proprio quest’anno pare che il Ministro della Funzione Pubblica stia muovendo i primi passi in direzione del “plain Italian”).
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