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Metodo Casiraghi-Jones
LA PRONUNCIA GUIDATA  

TESTO di Roberto Casiraghi
e Crystal Jones
COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl
In questo articolo, esponiamo le regole principali del nostro metodo. Vi
raccomandiamo di prestare molta attenzione alle nostre convenzioni perché solo così potrete ottenere il massimo dal Metodo Casiraghi-Jones. Non preoccupatevi di padroneggiare tutto immediatamente ma ritornate sovente a leggere questo testo: il vostro studio non potrà che risultarne agevolato!

1. la Pronuncia Guidata


English4Life affianca alla maggior parte dei testi in inglese la Pronuncia Guidata del Metodo Casiraghi-Jones, che consente a chi conosca già i suoni dell'inglese di riprodurre quasi perfettamente la pronuncia di tutte le parole dei nostri testi a partire da una serie di regole che, per quanto vadano anch’esse imparate, danno almeno la garanzia di risolvere, anche senza bisogno di ascolti audio (CD o cassetta), il problema della corretta pronuncia.


le principali convenzioni della Pronuncia Guidata


Guardando l’esempio di Pronuncia Guidata riportato qui sotto, scopriamo un inglese un po’ diverso dal solito.

Intëvyuu widh Suuz·n Stëunëd, kæbin kruu membë fo·o British Eëweiz
Suuz·n, yu aa British ænd yu wëëk fo·o Bii Ei [British Eëweiz], yet yu liv in Mil'æn.
Hau did dhæt kam ëb'aut?

È infatti un inglese dove la corrispondenza tra suoni e lettere è univoca, come nell’italiano, anziché essere incoerente come nell’inglese attuale. Notiamo tra l’altro che alcune lettere sono “speciali”, altre sono scritte in grigio e che non tutte le parole sono accentate. Non preoccuparti. Qui di seguito troverai la spiegazione di tutto!


1.1 L’accento


Se nella Pronuncia Guidata troviamo parole senza accento grafico (simbolo '), ciò significa che la parola deve essere accentata sulla prima vocale della parola stessa. Dato che la maggior parte delle parole inglesi ha l’accento sulla prima vocale, nella Pronuncia Guidata l’accento viene indicato solo se cade su una vocale diversa dalla prima. L’accento è indicato dal segno di apostrofo ' posizionato subito prima della vocale accentata. Esempio:ëg'ëu (ago), ëg'ein (again).

Eccezione: nelle parole con due accenti, che sono abbastanza frequenti in inglese, l’accento viene indicato anche se cade sulla prima vocale. Esempio: k'omplim'ent·ri (complimentary, gratuito). Ricordiamo che il metodo migliore per pronunciare correttamente le parole con doppio accento è pronunciarle come se fossero due parole separate con un piccolissimo stacco in mezzo. Nel caso di complimentary, per esempio, pronunciamo comply [kompli] e poi mentary [ment·ri].  


1.2 Le vocali doppie (aa, ee, ii, uu, oo, ëë) e il punto flottante (·)


Nella nostra Pronuncia Guidata le vocali raddoppiate indicano che abbiamo a che fare con un suono lungo. L’inglese è una lingua dove la distinzione fra vocali brevi (pronunciate per poco tempo) e le vocali lunghe (tenute per più tempo) è molto importante.

Attenzione! Nel caso della doppia o [oo], per contrastare la tendenza di molti italiani che conoscono già un po’ di inglese a pronunciarla come una “u” abbiamo inserito il cosiddetto punto flottante ·. Esempio:bo·o (“bore”, noia) oppure mo·o ("more", più). Senza il punto, molti italiani istintivamente pronuncerebbero: buu e muu.

Il cosiddetto punto flottante viene anche usato per far capire come pronunciare bene parole come “being” (essere) dove la scrittura “bii·iñ” risulta senz’altro più chiara di “biiiñ” con le sue tre i consecutive.

Infine il punto flottante, se inserito fra consonanti, serve a indicare quel brevissimo supporto vocalico che contrassegna la pronuncia inglese di parole come "able" [eib·l], "ankle" [æñk·l]. 


1.3 Lettere come in italiano


Quando nella Pronuncia Guidata incontriamo le lettere b, d, f, l, m, n, p, r, s, t, v, esse hanno più o meno lo stesso valore fonetico dell’italiano.


1.4 Lettere come in inglese


Quando nella Pronuncia Guidata incontriamo le seguenti lettere o gruppi di lettere, esse hanno lo stesso valore che in inglese:

ch  Indica la c dolce italiana della parola cena e il suono corrispondente dell’inglese chat.

 h  Si pronuncia espirando aria con la gola senza far intervenire né la lingua né le labbra. Esempio: hotel.

 j  Indica la g dolce italiana della parola gelo e del nome inglese James.

sh  Indica il suono dell’italiano scena e dell’inglese show.

th  Indica il suono che si produce soffiando con la lingua in mezzo ai denti in modo che si senta il soffio ma senza che vibrino le corde vocali. Esempio: thing, thought.

Indica il suono semivocalico della parola italiana iota e di quella inglese yes.

w ‑Indica il suono semivocalico della parola italiana uova e di quella inglese world.

z  Indica il suono di s sonora della parola italiana rosa o dell’inglese Zeta (come in Zeta-Jones, l’attrice).


1.5 Casi particolari


Quando nella Pronuncia Guidata incontriamo le seguenti lettere o gruppi di lettere, esse hanno il valore fonetico particolare che precisiamo qui di seguito: 

dh  Indica lo stesso suono di th ma ottenuto facendo vibrare le corde vocali.
Esempi:
the, this, that, than, those.

Indica sempre un suono di g dura (come in gola).

k Indica sempre un suono di c dura (come in casa).

ñ  Indica il tipico suono “ng” che non corrisponde né a una “n” normale né a una “n” + “g” dura. Per riprodurre questo simbolo speciale al computer, digitare Alt+0241 (minuscola) oppure Alt+0209 (maiuscola)

zh  È il suono inglese meno frequente e si pronuncia come la j francese di je. Esempi: vision, measure.


1.6  Le vocali


Quando nella Pronuncia Guidata incontriamo le seguenti vocali, esse hanno il valore fonetico precisato qui di seguito:  

a  Indica il suono vocalico breve della parola but.

æ  Rappresentato dallo stesso simbolo usato nell’alfabeto fonetico internazionale(una a accoppiata ad una e), è il più difficile suono vocalico dell’inglese, che troviamo in parole come at o and. Per chi voglia riprodurre questo simbolo sul proprio computer, digitare Alt+0230 (minuscola) o Alt+0198 (maiuscola).

Indica il suono vocalico breve della parola net, simile alla e aperta italiana delle parole è e caffè.

ë  Indica il suono vocalico breve che troviamo nella parola the, simile al francese je, al suono tedesco ö e presente anche in diversi dialetti italiani del nord.
Al computer:
ë minuscola è Alt+0235, Ë maiuscola è Alt+0203.

·  (simbolo di punto flottante, vedi il punto 1.2)  Indica il suono vocalico brevissimo, simile ad una ë, che si trova fra due consonanti che senza questo microsuono di appoggio sarebbero assolutamente impronunciabili. Esempi: eij·nsi (agency), eib·l (able), vizh·n (vision). Al computer si ottiene digitando Alt+0183.

i  Indica il suono vocalico breve della parola fit, inesistente in italiano. L'approssimazione italiana più vicina è una "e" stretta pronunciata in modo molto secco e veloce.

o  Indica il suono vocalico breve della parola bob, simile (ma non uguale!) ad una o aperta italiana.

u  Indica il suono vocalico breve della parola woman

aa  Indica il suono vocalico lungo della parola inglese bar, inesistente in italiano e simile ad una a pronunciata però con la lingua in posizione molto arretrata.

ëë  Indica il suono vocalico lungo delle parole early, her, working ed è simile ad una ë, solo più aperta.

ii  Indica il suono vocalico lungo della parola fee, simile ad una i italiana allungata.

o·o  Indica il suono vocalico lungo della parola door simile ad una o italiana lunga e tendente all’aperto. Il punto flottante viene inserito come misura precauzionale per evitare che chi studia tenda a pronunciare la doppia "o" con il suono "u".
Al computer il punto flottante si ottiene con Alt+0183.

uu  Indica il suono vocalico lungo della parola food, simile ad una u italiana lunga.


1.7 I dittonghi


Quando nella Pronuncia Guidata incontriamo i seguenti dittonghi (i dittonghi sono gruppi di due vocali che si pronunciano in una sola emissione di voce), essi hanno il valore fonetico precisato qui di seguito:

ai  indica la doppia vocale della parola bye, simile alla doppia vocale italiana della parola “mai”.

au  indica la doppia vocale della parola now, simile alla doppia vocale italiana della parola “auto”.

  Indica la doppia vocale della parola there

ei  Indica la doppia vocale della parola day, simile alla doppia vocale italiana della parola “ehi!”

 Indica la doppia vocale della parola here

oi  Indica la doppia vocale della parola toy

ëu  Indica la doppia vocale della parola go oppure know.

  Indica la doppia vocale della parola sure.


1.8 Le lettere in grigio


Come ulteriore aiuto ai nostri lettori che vogliono imparare a pronunciare e a capire l’inglese a scatti e “mangialettere” che è diventato la norma di gran parte dell’Inghilterra di oggi, contrassegnamo occasionalmente con il colore grigio quelle vocali che nel parlato cambiano il loro suono “del dizionario” per assumere invece quello più breve di ë in fine di parola, o di · (ë brevissima) tra due consonanti o a inizio di parola. Ecco alcuni esempi:

Kæn (can, il verbo potere), la pronuncia colloquiale è k·n;
Tu (to), la pronuncia colloquiale è ;
F
o·o (for), la pronuncia colloquiale è ;
Æ
nd (and), la pronuncia colloquiale è ·nd;
O
v (of), la pronuncia colloquiale è ·v.
Fr
om, la pronuncia colloquiale è fr·m.

Attenzione però
: se vengono pronunciate isolatamente, lentamente o con enfasi, queste parole ritornano ad avere la loro pronuncia “piena”.


1.9 Prima di cominciare...


Prima di cominciare, vogliamo suggerire ai nostri lettori di non preoccuparsi troppo di acquisire una perfetta pronuncia inglese. In fondo milioni di cittadini scozzesi, irlandesi e... inglesi pronunciano l’inglese in modo totalmente diverso dalle regole, eppure nessuno si sognerebbe di dire che non parlano un perfetto inglese.

Quello che invece deve essere importante per tutti i nostri lettori, è lo sforzo di evitare quegli errori grossolani che consistono nel pronunciare vocali e consonanti che sono mute o che hanno un valore diverso da quello che sembra a prima vista.

È qui che la nostra Pronuncia Guidata è veramente insostituibile: perché indica per ogni parola lo schema corretto di pronuncia che vi permette di evitare quei clamorosi errori che sono la vera causa del fatto che gli inglesi non ci capiscono.

Ecco un paio di esempi davvero convincenti:

- in tomb raider non è così importante pronunciare la t aspirata o la r debole così tipica degli inglesi. L’importante è invece sapere che nella parola tomb la O si pronuncia U lunga e la B finale NON SI PRONUNCIA! Quindi, "tuum" e non "tomb"!

- in parliament bisogna ricordarsi che la i non va pronunciata anche se è scritta! Quindi "paalëmënt" e non "parliament"!

Insomma, tra una perfetta pronuncia inglese e l’attuale pronuntia horribilis degli italiani, occorre secondo noi perseguire una terza via: una pronuncia inglese che definiremo accettabile, e che è basata più sull’eliminazione degli errori grossolani che non sulla perfetta acquisizione dei difficili suoni della lingua inglese.

Seguendo questa terza via, resa possibile dalla nostra Pronuncia Guidata, otterremo un notevole miglioramento della nostra pronuncia inglese in tempi davvero rapidi.